“Il gioco è una cosa seria”.
Bruno Munari
Il corpo, nella sala di psicomotricità, è il veicolo vivente, visibile e tangibile, della dimensione interiore di ognuno, fatta di pulsioni, memorie, immaginazioni, intenzioni, paure e piaceri che vengono sperimentate e vissute nel gioco la cui funzione simbolica apre la strada alla trasformazione e al cambiamento personale. Nella Palestra delle emozioni di Emozioni in Movimento ogni persona può esplorare spontaneamente le potenzialità espressive del corpo e dei movimenti e le proprie modalità comunicative e relazionali in un clima di benessere e di non giudizio prendendo consapevolezza delle proprie attitudine relazionali.

“I grandi amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “qual è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? fa collezione di farfalle?” ma vi domandano: “quanti fratelli ha? quanto pesa? quanto guadagna suo padre?” allora soltanto credono di conoscerlo.”
tratto da il piccolo principe Saint-Exupéry

Emozioni in movimento propone per gli asili, le scuole e le agenzie educative che ne fanno richiesta, percorsi di formazione e supervisione per l’èquipe di riferimento.
La metodologia si basa su un principio pedagogico che va “dall’esperienza al concetto”, attraverso la quale mettere in relazione ciò che si sente, con ciò che si agisce e con ciò che si pensa per poter comprendere fino in fondo i bambini e aiutarli a crescere e a stare bene.
Non si tratta di “imparare a fare delle cose”, si tratta di lavorare su se stessi per poter stare in una seduta ed essere lì per il bambino. Si tratta di sentire il proprio corpo, di conoscere le proprie tensioni e di prenderne consapevolezza per poter stare con il bambino che abbiamo di fronte senza farsi travolgere da quanto ci porta nell’interazione con il suo corpo e le sue emozioni. Allora la teoria prende significato proprio in virtù dell’esperienza personale vissuta, elaborata, studiata, integrata. Non si tratta più di concetti astratti, ma di una vera e propria “conoscenza incarnata”.
La palestra delle emozioni è un percorso formativo esperienziale coloro che sono impegnati in relazioni educative o d’aiuto in ambito scolastico, riabilitativo, psicologico, sociale o sanitario. Un luogo privilegiato dove sperimentare il proprio agire attraverso il gioco, il movimento, la comunicazione non verbale. Un percorso guidato, scandito da fasi di riflessione e scambio, per riconoscere la propria modalità relazionale e rielaborare le esperienze vissute con il corpo attraverso la parola e altri linguaggi espressivi. Una ricerca personale tramite la via corporea per acquisire maggiore consapevolezza della propria personalità, del proprio ruolo professionale, delle proprie modalità di comunicare, di entrare in relazione, di affrontare e gestire i conflitti.
Per iniziare un percorso insieme contattami
“Ogni adulto convive con il bambino che è stato”.
Sigmund Freud

Il gioco è uno strumento potente per imparare a vivere le relazioni. Giocando possiamo entrare in contatto con il nostro “bambino interiore”: la nostra “parte bambina” un po’ assopita e rivivere le emozioni della nostra infanzia che riattivate ci aiuteranno ad avvicinarci e comprendere meglio i nostri figli o i bambini con cui ci relazioniamo. Nel gioco possiamo scoprire il ruolo della comunicazione non verbale nei processi educativi e affinare la nostra capacità di ascolto di noi stessi e degli altri… il tutto divertendosi!
Durante questi incontri proponiamo ai genitori partecipanti un’esperienza che, partendo da proposte di coinvolgimento attivo attraverso il corpo, il movimento e il gioco in un contesto di gruppo, arrivi alla condivisione di riflessioni sul significato delle proposte vissute.
Questa modalità formativa offre la possibilità di vivere esperienze che favoriscano, attraverso l’incontro con il bambino che ogni adulto porta dentro di sé, maggiori occasioni di “incontro autentico” con i propri figli e maggiore consapevolezza della propria storia interiore e del proprio ruolo di genitori.
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“Ho fatto un patto, sai, con le mie emozioni… le lascio vivere, e loro non mi fanno fuori!!”.
Vasco Rossi
Una palestra in cui allenare la propria agilità emotiva attraverso la psicomotricità

Emozioni in Movimento utilizza il gioco psicomotorio come canale espressivo e comunicativo per creare relazioni interpersonali in modo autentico, incondizionato e spontaneo.
Come? Giocando!
Perché un gioco non è mai solo un gioco.
Ecco un’occasione originale di team building per dismettere i panni istituzionali, abbassare il livello di stress e mettere le basi per creare un team coeso e un ambiente di lavoro più sereno.
Un’esperienza ludica di gruppo per sperimentare e prendere consapevolezza delle emozioni proprie ed altrui, migliorare le competenze comunicative e allenare le proprie soft skills.
Una giornata senza badge e gerarchie in cui essere davvero se stessi e ritornare un po’ bambini, sperimentando il proprio agire attraverso il corpo, il movimento e la comunicazione non verbale.
Una palestra delle emozioni in cui allenare l’empatia e potenziare le proprie abilità sociali e comunicative giocando.
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“Io credo nel bambino e credo al bambino, credo nell’ originalità di essere del bambino.
Non tanto come persona in sé, ma come persona in divenire.
Credo all’educatore che è capace di rispettare questa originalità e che favorisce l’evoluzione di questa originalità.
Credo nell’educazione che mette il bambino al centro del dispositivo educativo.
E credere al bambino, è innanzitutto offrirgli tenerezza ed affetto ed un quadro di vita il più possibile regolare al fine che egli possa vivere e provare un sentimento di sicurezza necessario allo sviluppo di tutte le sue funzioni, prassiche, relazionali, intellettuali.”
Bernard Aucouturier
Emozioni in movimento offre presso la propria sede:
Emozioni in movimento crede nel meta-apprendimento e nella ricerca continua fatta di studio, pratica, incontri e contaminazioni che permettano di intrecciare l’area del sapere teorico, del sapere pratico e della formazione personale in un processo perenne che affondi le sue radici nell’esperienza e consenta a ciascuno di essere protagonista attivo del proprio sapere e della propria evoluzione.


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